Gesù cade la terza volta.
L’opera rinuncia a ogni intento narrativo per farsi pura emozione visiva. La figura e lo sfondo si fondono: il corpo di Gesù non è semplicemente appoggiato alla terra, ma sembra sprofondare in essa, inghiottito dall’oscurità circostante. È il momento del massimo abbandono fisico, restituito attraverso una gestualità pittorica energica, nervosa e profondamente drammatica, capace di trasformare il dato sacro in un’esperienza universale di dolore e resistenza.