Questa raccolta di quindici opere dedicate alla Via Crucis non è solo una riflessione profonda sul mistero della Passione, ma anche il diario visivo di un cammino artistico durato due anni. Il ciclo documenta un periodo di transizione stilistica fondamentale: l’abbandono progressivo degli ultimi residui del figurativo a favore di un deciso avvicinamento all’astrazione.
Osservando la sequenza delle immagini, si può cogliere l’essenza di questo mutamento. Se nelle prime stazioni la presenza della figura è ancora chiaramente leggibile, in momenti di altissima tensione drammatica — come nell’Undicesima (Gesù è inchiodato alla croce) o nella Tredicesima (La Deposizione) — il linguaggio si fa quasi totalmente astratto. La figura umana si dissolve nella geometria del dolore e della speranza, affidando la sacralità del racconto alla pura forza espressiva delle linee e delle tonalità cromatiche.