Il contesto storico:
L’eccidio di Praglia (avvenuto ai Piani di Praglia, nel comune di Ceranesi, Genova) è un episodio tragico della Resistenza ligure, strettamente legato alla più ampia e terribile Strage della Benedicta.
In quei giorni di aprile del ’44, le forze tedesche e i reparti della Guardia Nazionale Repubblicana (GNR) circondarono l’area della Benedicta. Nella notte tra il 6 e il 7, mentre il grosso della tragedia si consumava presso il monastero della Benedicta (dove furono fucilati 97 partigiani), alcune pattuglie nazifasciste intercettarono un gruppo di uomini presso i Piani di Praglia.
In località Chelina, sei giovani vennero catturati e barbaramente fucilati sul posto. Tra di loro c’era una particolarità storica importante: la presenza di due Carabinieri che avevano scelto di non aderire alla Repubblica di Salò e di combattere con i partigiani.
I Piani di Preglia non sono un luogo scelto a caso. L’intera zona fu teatro di eventi cruciali nel 1944, l’anno della nascita della Repubblica Partigiana dell’Ossola. Il cippo sorge in un’area che ha visto il passaggio di formazioni partigiane e, purtroppo, le feroci rappresaglie nazi-fasciste che seguirono la caduta della “Repubblica dei 40 giorni”.
Negli anni sessanta, Risso, aveva eseguito una scultura da collocare su un cippo che doveva sorgere nel punto dove avvenne la fucilazione. Committente era l’associazione sportiva “Gruppo Scarponi” di Genova Pontedecimo. Non disponendo, tale associazione di grandi mezzi, l’opera era stata realizzata con materiali poveri, cemento armato tinto color grafite.
Dopo oltre quarant’anni la scultura appariva molto rovinata e lo stesso Gruppo Scarponi nel 2007, in occasione dei festeggiamenti per il centenario di fondazione, gli affidava, il rifacimento dell’opera. Questa volta si sceglieva il bronzo. In un primo momento, Risso, pensava di cambiare completamente il tema, ma poi, su richiesta dell’associazione si ritornava alla rappresentazione del momento saliente del dramma, quando un soldato tedesco, con un colpo di pistola, uccide un partigiano.
La forma è quella di un pannello di circa cm 70 x 100 posto sopra il vecchio basamento in pietra restaurato per l’occasione.
Il partigiano è un autoritratto di Risso.
Il pannello in bronzo realizzato da Giuseppe Risso per il cippo dei Piani di Praglia è un’opera di intensità drammatica. Non è solo una decorazione, ma il cuore narrativo del monumento, dove il bronzo viene plasmato per dare corpo al dolore e alla dignità del sacrificio.
Il pannello è dominano dalle figure di una vittima e di un carnefice nel momento estremo.
Come è tipico nelle opere, anche pittoriche, di questo periodo, in contrasto con la parte figurativa, sullo sfondo Il bronzo non è liscio, ma presenta una texture vibrante che reagisce alla luce naturale dei Piani di Praglia. Questo crea ombre profonde che accentuano il senso di sofferenza e la durezza del momento storico.