Chiavari - Chiesa di Sampierdicanne
Adorazione dei Magi e Deposizione
Nella navata centrale, moderna, della Chiesa di Sampierdicanne, a Chiavari, sono collocate due opere del 1992: Una adorazione dei Magi e una Deposizione dalla Croce. Due opere che che si collegano stilisticamente a quelle presenti nella chiesa di San Paolo in Pila a Sestri levante. Entrambe le tele, rivelano un’evidente coerenza stilistica e concettuale. L’uso di campiture cromatiche vigorose, la semplificazione geometrico-espressiva delle figure dimostrano una visione matura, capace di rinnovare l’iconografia sacra attraverso una profonda sensibilità contemporanea
La scena mostra i personaggi in un’atmosfera intima e raccolta la cui composizione si articola su uno schema piramidale classico ma reinterpretato con grande modernità. Sulla destra, la Vergine avvolta in un profondo manto blu culla il Bambino, mentre alle sue spalle vigila la figura discreta di San Giuseppe. Sulla sinistra, l’imponenza dei Re Magi struttura la scena: uno di essi è genuflesso in primo piano, vestito di un giallo radioso, in un gesto di totale devozione, mentre gli altri due assistono stanti, coronati, definendo lo spazio verticale.
Il dipinto è pervaso da una luminosità diffusa e spirituale. Il contrasto tra i blu oltremare della Madonna e il giallo squillante del Mago in adorazione crea un fulcro visivo accogliente e caloroso. I volti, volutamente accennati e privi di tratti somatici definiti, trasformano i personaggi in archetipi universali di fede e mistero.
Il gesto pittorico è fluido, capace di fondere le figure con lo sfondo in un unicum cromatico.
Questa interpretazione della Deposizione si distingue per un dinamismo drammatico e una profonda intensità emotiva, espressi attraverso un linguaggio pittorico espressionista e quasi monumentale.
La scena è dominata dal corpo esanime di Cristo, la cui carne pallida e luminosa taglia la composizione creando il fulcro drammatico dell’opera. Intorno a lui, le figure dei dolenti si fondono in un abbraccio corale di dolore. In basso a sinistra, una figura rannicchiata e avvolta nel blu incarna la solitudine profonda e il raccoglimento della sofferenza.
La tavolozza gioca su contrasti cromatici violenti e carichi di significato. I toni cupi dei viola, dei blu profondi e dei neri accentuano il senso di lutto e la tragicità del momento, interrotti bruscamente dalle accensioni emotive dei rossi vibranti e da una potente lama di giallo sulla destra, che sembra suggerire una luce di speranza o una presenza divina che squarcia le tenebre
Le pennellate sono ampie, energiche e stese con forza viscerale. I contorni scuri e marcati sintetizzano le forme, rinunciando al dettaglio realistico per concentrarsi sulla pura forza del sentimento e sulla sacralità dell’evento.