Gesù cade la seconda volta.
Non c’è una descrizione didascalica del volto o dei dettagli anatomici; è il movimento stesso dei piani cromatici a raccontare la caduta. Il corpo di Gesù è piegato, rannicchiato, non sotto il peso del legno, ma dei peccato del mondo. Eppure la stesura del bianco e della luce accenna a una tensione che è anche di imminente, faticoso riscatto.