22 Artisti Liguri in 22 Arcani

L’idea posta a base di questa iniziativa era ed è quella di comporre le 22 carte che costituiscono gli “ARCANI MAGGIORI” tramite l’apporto creativo di 22 artisti operanti nel campo del visuale, i quali, senza rinunciare alle proprie prerogative tecniche e linguistiche, avrebbero dovuto sviluppare il tema iconografico e concettuale della “carta” assegnatagli. 
Ad unificare il risultato finale e a renderlo concettualmente coerente, pur nella voluta e caratterizzante eterogeneità delle personali espressioni proprie di ogni singolo artista, doveva concorrere, oltre all’iconografia propria dei tarocchi, un tema narrativo di sottofondo: Cristoforo Colombo e la sua impresa.
A Giuseppe Risso è stata affidata la realizzazione della carta XX – L’angelo.

XX – L’ANGELO

SIGNIFICATI CONCETTUALI
L’Angelo od anche Il Giudizio, L’immagine composta da Risso esalta questo secondo significato, assumendo un aspetto incombente, rimarcando una tensione, forse ancora latente, ma prossima a manifestarsi, apportatrice di sommovimenti e sconvolgimenti in cui la materia fa spirito e viceversa; in cui si preannuncia la Tempesta, simbolo teofanico che manifesta la temibile onnipotenza di Dio e del suo Giudizio. Tuttavia la figura dell’angelo non è annullata; l’angelo è colui che affianca l’uomo, lo guida (è il protagonista di una delle più belle rassicuranti e schiette preghiere cristiane, soprattutto legate all’infanzia), lo mette in comunicazione con lo spirito divino e, pertanto, è sinonimo di profetismo, di chiaroveggenza spirituale e culturale, di genialità; prerogative che dovevano certamente sottendere l’intuizione prima, lo sviluppo progettuale, dopo, del disegno di Cristoforo Colombo. 

Proprio grazie al soffio divinatorio, all’effluvio ispiratore dell’angelo sembrano nascere, da una materia magmatica informe avvolta dalle tenebre (l’ignoranza, la materialità, la paura) le tre navi protagoniste dell’avventura, la luce che indica la rotta, i profili della terra all’orizzonte. Questa carta suggerisce l’idea della rinascita e del risveglio degli individui (la civilizzazione degli indios) ma anche il monito, l’appello all’espiazione di tutto ciò che di male è stato perpetrato e che potrà essere fatto (la violenza ed i soprusi fatti subire dagli uomini bianchi sugli indigeni delle nuove terre). 

VALORI FORMALI
Risso, pescando con maestria (però senza limitarsi alla trovata formale e di maniera, ma con notevole intuizione e rigore formale) dal suo vocabolario linguistico tendenzialmente informale e carico di tensione dinamica, recupera, mantenendoli entro limiti di sinteticità, alcuni riferimenti figurativi ed onomatopeici realizzando un’immagine in divenire, cosmica, in cui l’evento è non suggerito, non celebrato, ma ‘‘profetizzato’’, con una dizione, un ritmo ed un tono in cui i concetti nulla sacrificando e concedendo all’istrionismo o al semplice mestiere, risultano evidenti ed incisivi.

Un mazzo di carte