4 dipinti per la pace

4 dipinti per la pace
Nel 1982, in un momento in cui fiorivano iniziative in tutto il mondo a favore della pace, il Comune di Lavagna decide di affidare la realizzazione di quattro grandi tele (m2x1,5) da collocare in permanenza nella Biblioteca Comunale Rocca, ad altrettanti artisti. Sono scelti Luigi Grande, Edoardo Baraldi, Luciana Botto e Giuseppe Risso.
Risso dipinge – Perché la guerra?- Una tecnica mista.
Dal catalogo di presentazione.
Edoardo Baraldi, Luciana Botto, Luigi Grande e Giuseppe Risso: quattro operatori non da oggi impegnati in una tematica sociale dedicata ai problemi più pregnanti e inquietanti del nostro tempo, affrontano il tema della pace senza languori inquietanti e anche senza allegorie illusive: anzi con una pragmatica presa di coscienza che li solletica ad osservare le cose addirittura dalla parte scaduta dell’umanità. Ognuno con i suoi strumenti espressivi, e con il suo disagio visivo, essi propongono altrettanti spaccati di una sopravvivenza precaria che si configura in una truce fiaba esistenziale. No si tratta di testimonianze soccorrevoli, e nemmeno di rese a discrezione: piuttosto i quattro protagonisti sembrano voler effettuare un estremo tentativo di riscatto provocando le ultime briciole del nostro orgoglio ; ed ecco appunto le immagini del dilagante degrado intellettuale e fisico…
La ricchezza
La ricchezza
La disperazione
La disperazione
Il potere
Il potere
… Perché la guerra? si chiede Giuseppe Risso tentando una risposta con l’indicazione di alcune cause ma con l’impossibilità di codificare i relativi eventuali rimedi. Il Potere, la Disperazione e la Ricchezza sono lì, impassibili e spietati, a generare contraccolpi, giri di odio, veleni, intanto che, da un lato, in un ambiente che ci si immagina teneramente borghese come casa mia o casa tua, la Speranza, sgamata, è in attesa di qualcosa che non arriverà mai. Nel cielo corrusco e cupazzurro di questa tavola complessa di significati e di chiaroscuri e di bagliori, sopra le cupole di una ideale reggia/duomo/caserma si libra il simbolo della guerra, una amazzone a spada sguainata sul suo destriero rampante con eleganza greve. 
Vittime della dittatura - particolare

Dunque, quattro amari apologhi che si appoggiano al “negativo” di particolari registrazioni, tentando di scardinare le nostre cattive coscienze piuttosto che di lusingare i nostri buoni propositi, visto che noi, vivi per puro caso, non ci decidiamo ad aprire il libro del nostro futuro insidiato dalla tracotanza e dalla prepotenza e dalla indisponibilità di altri che non sanno (o fanno finta di non sapere) di essere anch’essi vivi per puro caso.

Felice Ballero
Edoardo Baraldi - La pace
Luciana Botto - Attesa
Luigi Grande - Euro-shima